Primavera araba: io c’ero
gennaio 8, 2012
Insieme ai suoia mici ha vigilato sulle case e i luoghi di culto dei cristiani per impedire che si scatenassero attentati e violenze pilotate dal regime per distogliere l’attenzione dalla rivoluzione.Il 24 gennaio scorso mi sono connesso a e ho trovato alcuni dei miei contatti che mi invitavano a uscire di casa e a oppormi ad alta voce a Mubarak.
Con terrore, notai che per strada circolavano dei personaggi mai visti, che si riunivano per attaccare le pompe di benzina, i treni e persino la celebre biblioteca di Alessandria.
Ricordo ancora il freddo di quella notti di fine gennaio, anche se la popolazione di tutti gli strati sociali ci sosteneva di continuo.A un certo punto tra i giovani si diffuse la voce che il piano di Mubarak fosse di dimostrare che senza di lui gli egiziani si sarebbero uccisi l’un l’altro.
Quasi sempre scoprivamo che quelle macchine erano state rubate o contenevano armi e oggetti di valore sottratti illegalmente.Da gennaio a oggi in apparenza la situazione in Egitto è ritornata alla normalità, anche se non sono mancati dei terribili attentati contro le chiese che stranamente non si erano verificati nei giorni della rivoluzione quando mancava la polizia.
Fonte:
http://it.notizie.yahoo.com/primavera-araba–io-c-ero.html