Crollo in Statale, cinque studentesse in ospedale
ottobre 4, 2008
Cosa si prova ad essere travolti da due metri di calcinacci durante una tranquilla lezione universitaria di storia dell’arte proprio mentre la prof, ironia della sorte, ha appena finito di dire che «il padre del Caravaggio era un gran muratore»? Ce lo siamo fatti raccontare da Tania, 24 anni, una ragazza dai capelli scuri a caschetto laureanda ad aprile in storia dell’arte che ieri mattina a quella lezione – durante la quale sono rimaste ferite in maniera lieve cinque studentesse tra i 19 e 24 anni – era presente. Tutto si è svolto infatti, nella classica manciata di secondi, intorno alle 9.40 dell’aula K02 al pianterreno della sede del dipartimento di storia, arti, musica e spettacolo (beni culturali) della facoltà di lettere e filosofia della Statale, con sede, fino a qualche anno fa, in via Festa del Perdono e ormai in pianta stabile in via Noto (zona Ripamonti). Un bello stabile moderno di 5 piani (tutte aule, solo l’ultimo piano è occupato da laboratori e mediateche) la cui facciata densa di finestre suggerisce tecniche costruttive ispirate a criteri di estrema modernità, ma dove il cartongesso continua a farla da padrone.«Erano circa le 9.40 – ci racconta Tania – la professoressa Maria Cristina Terzaghi stava tenendo una lezione di storia dell’arte moderna. L’aula è enorme, una delle più grandi, saremmo stati poco meno di 200 studenti in tutto. All’improvviso noi, seduti nelle file più avanti, ci voltiamo istintivamente verso le penultime file.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295525
G8, Diaz: ripreso il processo. La parola alle parti civili – Interni
settembre 17, 2008
Dopo la pausa estiva di due mesi è ripreso mercoledì mattina, nell’aula magna di palazzo di Giustizia a Genova, il processo a 29 poliziotti tra dirigenti, funzionari e capisquadra per la sanguinosa irruzione nelle scuole Diaz e Pascoli, avvenuta la notte del 21 luglio 2001, durante il G8.A prendere la parola davanti ai giudici del tribunale presieduto da Gabrio Barone, sono gli avvocati di parte civile che, complessivamente, rappresentano circa 90 parti lese. Il 17 luglio scorso i pm Enrico Zucca e Francesco Albini Cardona chiesero pene complessive per circa 110 anni per 28 poliziotti tra cui i vertici della polizia Francesco Gratteri, all’epoca direttore dello Sco, e Giovanni Luperi allora vicedirettore Ucigos, e una sola assoluzione per Alfredo Fabbrocini. Il primo a parlare è l’avvocato Sandro Gamberini del foro di Bologna che assiste uno spagnolo e un italiano.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79070
Birmania, un anno dopo
agosto 31, 2008
Un anno fa, di questi giorni, entravano nelle nostre case le immagini di migliaia di monaci buddisti, scalzi e a mani nude, nelle loro tuniche color zafferano, in corteo nelle strade delle città birmane. Protestavano contro un violento rincaro dei prezzi che rendeva ancora più penose le condizioni di vita quotidiana di una popolazione già frustrata dalla povertà e dall’oppressione della dittatura. La protesta dilagò per settimane in tutto il paese. Fino a che la giunta militare – inizialmente sorpresa e incerta di fronte a quel moto di popolo – lo soffocò con la violenza. L’indignazione fu enorme. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu condannò la repressione. Il Segretario generale Ban Ki Moon nominò un Rappresentante speciale, Ibrahim Gambari, con il compito di promuovere e favorire una stagione di riconciliazione nazionale e di transizione democratica. Stati Uniti, Unione Europea e altre nazioni occidentali adottarono sanzioni. L’Asean – l’associazione regionale dei Paesi del Sud-est asiatico – e i principali Paesi della regione, pur non adottando sanzioni, chiesero la fine della repressione e l’avvio di un dialogo tra Giunta e opposizione democratica guidata da Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace e leader di quella Lega Nazionale per la Democrazia (Ndl) che nel ’90 aveva ottenuto una schiacciante vittoria elettorale, subito soffocata dai militari. Nelle settimane immediatamente successive alla repressione la Giunta – consapevole e preoccupata dell’assoluto isolamento internazionale in cui era precipitata – fece qualche timida apertura: Gambari potè visitare il Paese, ottenendo la liberazione di gran parte degli arrestati, incontrando Aung San Suu Kyi e promuovendo l’avvio di colloqui tra un rappresentante della Giunta e la stessa Aung San Suu Kyi, che ebbe anche la possibilità di riunirsi – per la prima volta dopo anni di isolamento – con i pochi dirigenti della Nld ancora in libertà.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78464
Draghi: inflazione più duratura del previsto
luglio 21, 2008
Va peggio del previsto. L’inflazione galoppa più veloce di quanto ci si potesse aspettare. Il governatore di Bankitalia Mario Draghi disegna un quadro poco rassicurante sul futuro dei prezzi e del carovita: «Secondo le nostre previsioni – ha detto il governatore – l’aumento dell’inflazione è temporaneo, ma esso appare oggi più persistente di quanto ci aspettavamo alcuni mesi fa. Vi sono segni di accelerazione dei costi interni di produzione – ha aggiunto – anche le misure delle aspettative di inflazione a medio-lungo termine indicano la presenza di tensioni». Unico antidoto, secondo l’analisi di Draghi, possono essere politiche monetarie credibili e manovre tempestive, fondamentali per il contenimento dei prezzi. Per questo il governatore ha giudicato positivamente la decisione della Bce che il 3 luglio scorso ha deciso di aumentare i tassi di interesse al 4,25%, che è servito a «riaffermare il proprio impegno a ripristinare la stabilità dei prezzi».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77266
Israele tratta con Hezbollah per le salme dei due soldati
luglio 3, 2008
Il governo israeliano ha approvato a larga maggioranza lo scambio di prigionieri con il Partito di Dio libanese, Hezbollah, per riportare a casa i corpi dei due soldati rapiti nel luglio 2006, all’origine – almeno ufficialmente – dell’invasione del Libano a sud del fiume Litani. È stato il premier israeliano Ehud Olmert ad affermare domenica, per la prima volta, che i due militari israeliani rapiti da un commando Hezbolah oltre confine – Eldad Regev e Ehud Goldwasser -sono morti. L’accordo, raggiunto con la mediazione tedesca, prevede che in cambio dei due militari Israele liberi un noto guerrigliero libanese, Samir Kantar, in carcere dal 1979, che uccise in un attentato due agenti israeliani e un uomo con il figlio di 4 anni. Eldad Regev e Ehud Goldwasser furono rapiti il 12 luglio 2006 in un’incursione oltre frontiera da parte di un commando di miliziani di Hezbollah in territorio israeliano. Israele allora decise la linea dura e iniziò una guerra di terra durata 34 giorni e che si concluse con la mediazione delle Nazioni Unite tramite i caschi blu dell’Unifil e la ritirata delle truppe israeliane. I due militari per cui ufficialmente era scoppiato il conflitto però non fecero mai ritorno a casa. Anche se il loro rilascio continuò a essere ufficialmente richiesto alle milizie sciite libanesi. Ora Olmert ammette: «Per quanto ne sappiamo i soldati non sono vivi. Le prove suggeriscono che morirono nel raid in cui furono catturati o poco dopo».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76708