L’ultimo strappo di Fini: «La destra sia antifascista»
settembre 17, 2008
Di nuovi strappi Gianfranco Fini, nella veste di presidente della Camera, ne avrebbe fatto a meno. Ma è proprio il suo ruolo, forse più che la necessità di correggere i ‘colonelli’ di An, a spingerlo, sul palco della festa dei giovani del partito, ad indicare nei valori «antifascisti» i riferimenti nei quali «la destra deve riconoscersi senza ambiguità nè reticenze». Ambiguità che il leader di An spazza via alla ricerca di una «memoria condivisa» che non accetta equiparazioni tra chi, i resistenti, «combatteva per unacausa giusta» e chi, i repubblichini, «fatta salva la buona fede, stava dalla parte sbagliata». Giorgia Meloni, combattiva leader dei giovani prima che ministro, ha scelto uno slogan eloquente per l’intervista: «dove Nietzsche e Marx si davano la mano», passaggio di una canzone di Antonello Venditti che, dopo quasi un’ora e mezza, calzerà a pennello con il ragionamento di Fini. Il padre di An invita a «ripartire dalla tesi Fiuggi» e si spinge oltre «per superare il passato, non per archiviarlo ma per riannodare i fili della storia» e permettere alla destra «di andare avanti», evitando di finire periodicamente sotto esame, come è successo dopo le polemiche dei giorni scorsi. Il presidente di Montecitorio centra subito l’obiettivo per «mettere i puntini sulle i»: «Chi è democratico è antifascista», è la verità di Fini per il quale «sono a pieno titolo antifascisti i valori di ogni democrazia, cioè libertà, uguaglianza e giustizia sociale, presenti nella Costituzione e richiamati dal Capo dello Stato».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78969
Altra sfida secca a Marassi per «vendicarsi» del Ravenna
agosto 27, 2008
E adesso l’ammazzagrandi. La bestia nera. Insomma, il Ravenna. Ancora gara secca, solo andata. Ma stavolta da disputarsi in casa, non nel campo maledetto (quello della mancata promozione firmata Novellino-Jachini, e di quell’esordio della maledetta C1 con il risultato del campo ribaltato a tavolino solo dopo nove mesi nell’anno delle farse giuridico-sportive). Il nuovo regolamento della Tim Cup (alias Coppa Italia) prevede che solo per le semifinali ci saranno gare di andata e ritorno. Prima e dopo soltanto match unici, giocati in casa della squadra meglio piazzata lo scorso campionato. Il Ravenna, retrocesso in Lega Pro (come il vezzo del ragionier Macalli ha preteso di chiamare la serie C1), dovrà rendere visita al Genoa che, in caso di successo, dovrà vedersela negli ottavi con i campioni d’Italia dell’Inter, ovviamente a San Siro senza possibilità del «ritorno» al Ferraris. A quando Genoa-Ravenna? Il 18 settembre oppure il 2 ottobre. Saranno le società a scegliersi la data, sulla base degli accordi per i diritti tv. Il Genoa, squadra migliore – classifiche alla mano – tra quelle in campo, dovrà vedersela con la rivelazione della Coppa, il Ravenna che dopo aver liquidato il Castellarano per 5-1, ha espugnato il campo del quotato Rimi (ai calci di rigore dopo il 3-3 del novantesimo) prima di compiere l’impresa del terzo turno, vincendo 2-1 in casa del Palermo di Zamparini e Colantuono. Una squadra da prendere con le molle, il Ravenna.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285937